Per la persona
Biofeedback a Padova
Quando affrontiamo una situazione impegnativa, il ritmo del respiro, il battito cardiaco o la tensione muscolare possono cambiare: alcuni cambiamenti sono facilmente riconoscibili, di altri siamo generalmente poco consapevoli.
Il biofeedback permette di osservare queste risposte mentre si verificano. Attraverso sensori di superficie non invasivi, alcuni segnali fisiologici vengono registrati e restituiti in tempo reale sotto forma di informazioni visive o acustiche. La persona può così collegare ciò che sente a ciò che viene rilevato e imparare progressivamente a utilizzare strategie di autoregolazione.
Nel mio lavoro il biofeedback si inserisce nella comprensione della situazione individuale, tenendo conto della richiesta, dell’esperienza della persona e degli obiettivi sui quali lavorare. Il training viene svolto in presenza, a Padova, zona Arcella.
Dall’osservazione all’autoregolazione
Durante il training la persona può vedere sullo schermo come cambia un segnale mentre svolge un esercizio. Per esempio, può osservare la relazione tra respirazione e andamento della frequenza cardiaca oppure riconoscere quando un gruppo muscolare rimane in tensione.
Il feedback rende disponibili informazioni che possono essere difficili da cogliere affidandosi soltanto alle sensazioni. Con la guida del professionista, la persona esplora diverse modalità di risposta e verifica quali cambiamenti si associano alle strategie utilizzate.
Il lavoro richiede una partecipazione attiva. L’obiettivo è acquisire maggiore familiarità con il proprio funzionamento e sviluppare capacità di regolazione utilizzabili anche nelle situazioni quotidiane, con tempi e modalità che dipendono dalla persona.
Quali segnali vengono osservati
In relazione agli obiettivi del lavoro, la rilevazione può riguardare:
- la frequenza cardiaca e la variabilità degli intervalli tra i battiti;
- il ritmo e l’andamento della respirazione;
- l’attività muscolare rilevata attraverso sensori di superficie;
- la conduttanza cutanea, collegata all’attività delle ghiandole sudoripare e utile per osservare alcuni aspetti dell’attivazione fisiologica.
I segnali vengono interpretati nel contesto in cui sono stati registrati e considerati insieme a ciò che la persona riferisce. Una variazione fisiologica, da sola, non identifica un’emozione o una diagnosi.
Il profilo psicofisiologico
Prima di definire il training può essere utile osservare come la persona risponde in condizioni differenti. Il profilo psicofisiologico permette di rilevare alcuni segnali durante fasi di riposo, compiti che richiedono un impegno e successive fasi di recupero.
Queste informazioni aiutano a comprendere quali risposte cambiano e come si modificano nel tempo. Vengono discusse insieme alla persona e utilizzate per individuare gli aspetti sui quali impostare il lavoro, evitando di applicare lo stesso programma a richieste differenti.
Il Biofeedback della variabilità cardiaca
Una delle modalità di lavoro è l’HRV Biofeedback, cioè il biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca. La sigla HRV indica la variazione degli intervalli di tempo tra un battito e il successivo.
Durante il training vengono osservati l’andamento cardiaco e la respirazione. La persona viene guidata a riconoscere la relazione tra questi segnali e a esercitarsi su una modalità respiratoria individuata nel lavoro con il professionista.
L’HRV è un’informazione da interpretare insieme alle condizioni di registrazione e agli altri elementi della valutazione. Non rappresenta, da sola, una misura del benessere psicologico della persona.
Aree di applicazione
Utilizzo il biofeedback nei percorsi dedicati alla gestione dello stress, al rilassamento e all’autoregolazione psicofisiologica, considerando anche le richieste che emergono nella vita professionale e nello sport.
Una persona può contattarmi perché desidera comprendere meglio come reagisce nelle situazioni impegnative, riconoscere la propria tensione o lavorare sulle modalità di attivazione e recupero. Il primo incontro serve a chiarire questa richiesta e a valutare se il biofeedback sia appropriato.
Quando la richiesta riguarda ansia o altre condizioni di disagio, la scelta degli strumenti parte dalla valutazione clinica. Il biofeedback può essere considerato all’interno di un progetto di lavoro più ampio, che può comprendere la psicoterapia.
Come si svolge il training di biofeedback
Il lavoro inizia con un colloquio per comprendere la situazione, le aspettative e gli obiettivi. Quando utile, viene effettuato un profilo psicofisiologico, attraverso la rilevazione dei parametri fisiologici in diverse condizioni (riposo, esecuzione di un compito e recupero). Le informazioni raccolte durante il colloquio iniziale e l’eventuale profilo psicofisiologico vengono condivisi in un incontro dedicato alla restituzione, pensato per comprendere insieme quanto emerso e individuare, sulla base di questi elementi, il percorso di trattamento più adatto ai bisogni e agli obiettivi della persona.
Negli incontri di training vengono applicati i sensori necessari e spiegate le informazioni visualizzate. La persona svolge esercizi concordati, osserva le proprie risposte e si confronta con me su ciò che sta sperimentando. Il lavoro può comprendere respirazione, rilassamento muscolare e altre strategie di autoregolazione.
Nel corso degli incontri vengono riconsiderati gli obiettivi e l’utilità delle strategie nelle situazioni concrete. Durata e frequenza del percorso vengono definite sulla base della valutazione e dell’andamento del lavoro.
La mia formazione e l’attività di ricerca
Sono psicologa e psicoterapeuta, con un dottorato di ricerca in Psicobiologia, indirizzo Psicofisiologia. Sono inoltre esaminatrice BFE e istruttrice BFE in Biofeedback e HRV Biofeedback.
Ho partecipato a diversi studi sull’utilizzo del biofeedback per la gestione dello stress nei contesti lavorativi caratterizzati da competizione ed elevate responsabilità. Questa attività di ricerca si affianca al lavoro professionale e alla formazione di colleghi.
Leggi le mie pubblicazioni sul biofeedback, con una sintesi dei lavori e i riferimenti agli studi originali.
Informazioni sul percorso
Il training di biofeedback viene svolto in presenza. Per ricevere informazioni puoi scrivermi indicando brevemente il motivo del tuo contatto. Durante il primo incontro potremo valutare insieme la richiesta e le modalità di lavoro.